Scritto da Redazione in Giustizia, Hockey news | 0 Commenti
Giustizia. Finito il tempo della concordia, forse anche quello della sapienza è l’ora della verità
L’immagine che ho negli occhi, la cartolina della Sicilia è il tempio della Concordia ad Agrigento, ma è sempre più sbiadita. Questa volta ad eruttare non è l’Etna, ma l’effetto terremoto che arriva dallo stretto potrebbe essere devastante.
“Il comitato “In Hockey Veritas” prende atto che in barba a tutte le regole e regolamenti, che in barba a quanto previsto dal regolamento gare campionati e dal regolamento di giustizia sportiva, la federazione italiana hockey senza nessun approfondimento e senza nessuna verifica e iniziativa di controllo degli organi competenti, per il caso in oggetto più volte denunciato sia da noi che da alcune società isolane per ripristinare la legalità sportiva nell’hockey Siciliano; ha deciso arbitrariamente di emettere in data 31 maggio 2010 il comunicato ufficiale n. 200 su indicazioni del settore agonistico nazionale e a seguito delle comunicazioni pervenute dai SAR regionali”.
Per chi non avesse ancora capito cerca di riassumere e spiegare. Un gruppo di hockeisti accusa senza mezzi termini il comitato regionale Sicilia di falso. 22 partite nella fase autunnale non sarebbero state disputate, e per alcune posso confermare l’irregolarità perché anche i diretti interessati mi hanno confermato che le gare non sono state giocate, ma sono state trascritte con risultati “fantasiosi”, seppure in attesa di omologazione.
In primavera altre 13 gare non sarebbero state giocate. Oltre Onarmo e HC Catania anche il GS 22 di Caltanisetta, la società del responsabile del Sar Pietro Ilardo, è di fatto scomparsa dai campi. Malgrado questo, senza la possibilità di stilare una classifica definitiva il San Pietro Clarenza è stato ammesso al play-off promozione. Proprio la società di Giuseppe Bandieramonte potrebbe essere vittima di questo paradosso, perché se è difficile ipotizzare che le gare non disputate avrebbero potuto influire sull’esito finale è altrettanto vero che le classifiche non si fanno sulla carta, ma con i risultati del campo, per cui per ora danneggiato è certamente il CUS Messina.
Però la vera vittima di questa situazione incredibile, che Hockeylove denuncia da anni, è l’hockey siciliano.
Giunti a questi punti l’unica via d’uscita, interna, è una seria e dettagliata indagine della procura federale, ma le omissioni e le connivenze non sono più possibili anche perché alcune delle società fantasma avrebbero percepito soldi pubblici dalla regione Sicilia in misura ben maggiore di società che invece attività la svolgono davvero. Se questa voce trovasse, e i documenti sono pubblici per cui è difficile smentirli, conferma la palla passerebbe ad una giustizia diversa da quella sportiva. Troppe le carte a disposizione degli inquirenti, troppe le bocche e da tappare per continuare a mentire, l’unica via d’uscita è la verità qualunque sia, costi quello che costi.
(reporter)


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