19/11/11

Scritto da in Hockey news, primo piano, Promozionale | 4 Commenti

Brocco e Mignardi fondano l’HC Resilienza

Brocco e Mignardi fondano l’HC Resilienza

 

Seneca non era resiliente. Cicerone forse sì. Roberto Brocco e Sergio Mignardi sicuramente. Sono resiliente anch’io. In modo incorreggibile. Se da dieci anni mi dedico, quasi quotidianamente a questa impresa in perdita economica (l’unica della mia vita) è proprio in virtù della mia resilienza nei confronti di persone come Roberto, Sergio e la maggior parte degli hockeisti che conosco e che mi onorano della loro stima.

Chi ha letto il lungo lavoro di Brocco e Mignardi, forse ha capito cos’è la resilienza. Per tutti gli altri, ovvero per il 99,88% degli italiani, che non conoscono il significato della parola, provo a spiegare. Parliamo della capacità delle persone di far fronte e valicare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzate e addirittura trasformate
positivamente. Nelle organizzazione complesse, la resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno. Trovo molto positivo che la federhockey abbia pubblicato sul suo sito ufficiale lo studio di Brocco e Mignardi, segno che hanno preso coscienza e compreso. O  forse no. Ma io sono resiliente, cioè ottimista, le difficoltà le faccio rimbalzare e le trasformo in forza positiva. Brocco, Mignardi e la fih, che li ospita, ci invitano a riflettere sulle linee di comportamento gestionale e relative scelte strategiche delle piccole e medie società di hockey oggi. L’invito, come recita l’inizio del testo dei due professionisti romani, è rivolto ai dirigenti disposti alla resilienza e orientati al futuro.

In quale scenario si trova ad operare l’HC Resilienza? “La crisi economica, le trasformazioni
sociali ed il riordino del sistema politico-sportivo italiano impongono una continuo aggiornamento. C’è la necessità di assumere nuove decisioni e fare scelte innovative per dare un futuro alla propria piccola e media ASD. Senza un piano strategico di interazione con il proprio territorio i rischi di non superare l’attuale difficile momento sono molto alti”.

Per Brocco e Mignardi, ma condivido anch’io, oggi: “Il dirigente sportivo di una piccola e media ASD ha una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista, vede le difficoltà come opportunità, traduce gli eventi negativi come momentanei e transitori. Di fronte anche alle più difficili avversità e frustrazioni tende a non perdere  e speranza. Ma l’indicazione migliore è che resilienza può essere potenziata. Oggi c’è bisogno di questa caratteristica umana e sportiva”.

Quali sono i grandi obiettivi anticrisi dell’HC Resilienza? “Puntare al benessere organizzativo, raggiungere un equilibrio economico, curare Il vivaio anche in partenariato – un avviamento all’hockey intersocietario condiviso – e valorizzare le risorse umane interne e di prossimità per formare nuovi dirigenti societari”.

Come si deve organizzare l’HC Resilienza?  “Investire in conoscenze e formazione. Avviare i propri
dirigenti verso percorsi di miglioramento delle proprie attitudini e competenze. Affidare ad un dirigente l’incarico di contattare, motivare ed avviare i genitori, gli amici, gli sportivi al ruolo di dirigenti. Partecipare alle procedure di affidamento di impianti pubblici anche in con altre società di hockey. La formazione dei tecnici, le conoscenze dei dirigenti, la passione dei giovani, il senso di appartenenza dei genitori, l’affetto degli ex, la buona immagine nel territorio, il rispetto degli altri sport, una serena atmosfera associativa, una positiva considerazione di chi non ci conosce hanno un valore economico in particolare nel settore no profit e dilettantistico sportivo. Il vivaio composto da tanti ragazzi, ben formati e ben prepararti significa poter disporre di “moneta corrente” cioè di un flusso economico di alta intensità capace di garantire un futuro sereno. Il campo di hockey visto come area di socialità sportiva e del tempo libero giovanile nel periodo estivo significa potersi garantire un incasso. Le famiglie sono molto disponibili per i loro figli, nel periodo estivo, anche a fronte di una quota, a far trascorrere giornate di vacanza sportiva urbana”.

Qual è lo strumento operativo su cui basare le azioni dell’HC Resilienza? “È improcrastinabile un piano strategico per le piccole e medie ASD di hockey. Ad ogni inizio anno tutto dovrebbe partire da un piano strategico. Dovrebbe essere sempre presente nella vita di una ASD, ipotizzato a marzo, impostato ad aprile, elaborato a maggio, definito a giugno, avviato a settembre”.

Adesso se con questa intervista ipotetica, tratta dal documento di Brocco e Mignardi, ho solleticato la vostra curiosità per l’HC Resilienza non vi resta che leggere o rileggere, con queste chiavi di comprensione, l’allegato.

 

Nelle foto due momenti di ottimismo
resiliente: un gruppo di  ragazzini (sono
dell’HC Merlara) e un  corto della nostra
nazionale di punta.

(reporter)

Resilienza Hockey

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  1. Elisabetta e Daniela says:

    Da dirigenti di una piccola ASD facciamo i complimenti agli autori che con questi tipi di articoli effettivamente aiutano a capire meglio l’impegno dei dirigenti in un sistema sportivo sempre più complesso. Facciamo anche una proposta alla redazione: perchè non studiare come aprire una “finestra” sul sito con videolezioni e videoconferenze di interesse generale – 1 1 lezione al mese – rispondendo a domande, quesiti e richieste dei lettori ? Se fosse possibile si potrebbe pensare. Ancora complimenti a Sergio che ho avuto modo di avere come docente in un corso al Coni e all’avvocato Brocco.

  2. Lucio says:

    Non sempre le questioni di alta conoscenza sono di facile comprensione ed ancor meno di applicazione: vorrei suggerire di intravedere tra le pieghe della terminologia “resilienza”, un significato che è alla portata di tutti, in molti casi già applicato senza sapere che si tratta di resilienza. In pratica potrebbe diventare una sorta di slogan positivisticoche sintetizza un modo di essere ed ancor meglio un’attitudine a voler diventare, sia in forma personale che associativa. Io apprezzo ed approvo lo stimolo ed invito chiunque ad affrontare il trattato per poi applicarlo al proprio modo di vivere e contagiare di conseguenza chi ci circonda. Ottimo, avanti così…tutto a posto, tutti in piedi, incominciamo a marciare!

  3. Fiducia says:

    Come si fa a ricevere tutto il materiale scritto da Sergio Mignardi?

  4. Riky59 says:

    Sergio e Roberto non smettono di sorprenderci per il modo tutto particolare di approcciare le cose dando nel contempo utili consigli ma sopratutto la voglia e l’ entusiasmo di continuare. W LA RESILIENZA

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