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Auguri a tutti gli hockeisti d’Italia
Ci siamo ancora. Allora ci facciamo gli auguri di buon Natale e soprattutto di un radioso 2012. Le prospettive sono note a tutti. L’ottimismo, anche se consapevole, meglio la resilienza come l’hanno chiamata Paolo Brocco e Sergio Mignardi, ci accompagni nella traversata dell’anno olimpico. A febbraio -a Nuova Delhi – le due nazionali maggiori si giocheranno la carta olimpica. La femminile quattro anni fa a Vancouver se non sfiorò il miracolo ci andò vicinissima, ricordate? La maschile si difese con onore a Kakamigahara.
PRIMO AUGURIO.
Che le nostre nazionali migliorino o almeno mantengano il risultato del 2008!
I campionati si svolgono, ancora, e visto il clima organizzativo è già molto. Le sofferenze arbitrali si stanno facendo via via più acute. Per la seconda volta in tre anni la serie A1 femminile non è riuscita a fare il numero di iscritte (dieci) e gioca un’avvilente campionato a 9. Le defezioni superano le nuove iscrizioni, l’età media delle squadre, specialmente in serie B che dovrebbe essere il serbatoio, è sempre più alta. La cadetteria si sta avviando ad essere un campionato veterani.
SECONDO AUGURIO
Che le società trovino in loro stesse la forza di resistere, per poi (magari!) ripartire.
I campi promessi 12, 8, 4 anni fa non si sono visti o se si sono visti è per merito degli enti locali e del lavoro dei dirigenti societari. Molti manti (Moncalvo, Genova, Mori, Bologna, Mogliano, Messina, Sa Duchessa ….) ormai non ce la fanno più. Pistoia, Potenza Picena, Savona, Cadoneghe, Campagnano … (realtà storiche e consolidate) aspettano ancora un impianto in erba sintetica. Ancora quanto potranno resistere?
TERZO AUGURIO
Che i soldi del tesoretto della ristrutturazione dei mutui servano a risarcire gli hockeisti delle promesse non mantenute
La federazione perde i pezzi. Dimissioni, abbandoni, disaffezione. Non si vede programmazione. Se prima i media ci snobbavano, adesso ci ignorano. La promozione è retrocessa su un binario morto. Le nazionali sono tema solo di litigi. I settori (arbitrale, tecnico, agonistico …) versano in stato di completo abbandono. Un esempio? Ricordate la Lega? Hanno dato la responsabilità a Scalisi. Penso che non lo sappia neppure lui!
QUARTO AUGURIO
Che il 2012 sia l’anno dei competenti. Degli appassionati. Di chi sa cosa fare. Come farlo, Perché serve farlo. Questo è l’augurio più grande il più difficile, persino dell’augurio olimpico! Ma noi siamo resilienti. Non molliamo come tutti i veri hockeisti.
Domani sarà il solstizio d’inverno. La notte più lunga dell’anno, come la lunga notte dell’hockey italiano. Gli hockeisti festeggino, come i loro antenati indoeuropei, il solstizio con l’accensione simbolica di fuochi nella notte più lunga per attendere il sorgere del sole e la nascita del nuovo giorno un po’ più lungo del precedente. Teniamo accesa la nostra fiammella nella certezza che anche le giornate dell’hockey torneranno ad allungarsi.
AUGURI A TUTTI. A T U T T I !
(reporter)


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